La traduzione della Bibbia Giovanni Diodati

Traduzione Bibbia Giovanni Diodati
Traduzione Bibbia Giovanni Diodati

Nota come 'Diotatina' è stata considerata un capolavoro letterario, testo di riferimento della Crusca per la qualità del suo stile e per questo lodata anche da letterati come John Milton; Antonio Rosmini vi ravvisava una particolare aderenza della scrittura alla parola rivelata, un giudizio che coglieva l'intenzione e la speranza di Giovanni Diodati.[1] Per questo chi oggi legge la Bibbia di Diodati in versione integrale <<recupera nella bellezza della sua lingua – la splendida prosa, non la mediocre poesia – la sua intenzione originaria e, con essa, il senso della Bibbia come l'unico testo necessario alla vita degli uomini. E la leggerà come per la prima volta>>.[2]

Diodati si occupò della traduzione in italiano della Bibbia per tutta la vita e, secondo alcune fonti, cominciò giovanissimo a sedici anni; non si sa quale sia stata la motivazione profonda che lo abbia spinto in questa direzione di studio e di lavoro. Nel 1603 ne aveva già abbozzato una copia, ma la riteneva poco soddisfacente; venne messa a stampa nel 1607 con il titolo: La Bibbia, cioè i libri del Vecchio e del Nuovo testamento nuovamente traslati in lingua italiana da Giovanni Diodati di nation Lucchese. Tuttavia, l'opera trova la sua veste definitiva solo nel 1641 in un'edizione dal titolo: La Sacra Bibbia, tradotta in lingua italiana e commentata da Giovanni Diodati, di nation Lucchese. Nonostante le inevitabili limitazioni essa nutrirà la vita religiosa individuale e comunitaria di generazioni di lettori della Bibbia rappresentando <<quanto di meglio vi sia stato nella lingua italiana tra Cinquecento e Ottocento, ed è degna di stare alla pari con traduzioni coeve o anteriori in altre lingue europee>>.[3]

A partire dal XVII secolo la traduzione di Diodati costituì la versione di riferimento degli evangelici italiani che l'adottarono come versione propria: <<La sua vicenda è stata clandestina per oltre due secoli e mezzo, con sequestri, pregiudizi, roghi, processi, ma ha conosciuto anche importanti revisioni, e poi aperta e ampia diffusione>>. Essa rappresenta la testimonianza di un legame profondo e stretto tra la Riforma del XVI secolo e il cosiddetto evangelismo italiano costituendo anche un elemento di unità: a cominciare dai valdesi che la leggevano intorno al focolare domestico per arrivare agli evangelici dell'Ottocento che su quelle pagine trovavano la via della conversione, passando per i partigiani evangelici uccisi durante la Resistenza con accanto una copia delle Bibbia, per arrivare ai pentecostali che l'hanno diffusa a decine di migliaia di copie nelle città e nelle campagnesfidando la persecuzione fascista e l'opposizione clerico-politica del Secondo dopoguerra.[4]

La traduzione di Diodati ha visto negli anni molte edizioni e revisioni. Tra le più importanti ricordiamo quella del 1894 stampata a Firenze, la versione riveduta di Luzzi del 1924 stampata a Roma, la Nuova Diodati del 1995 stampata a Brindisi e la Nuova Riveduta del 1994-1995 stampata a Roma.Queste versioni sono tuttora ristampate in migliaia di copie e utilizzate per la lettura personale e per il culto delle chiese evangeliche italiane. [5]

[1] Michele Ranchetti, Introduzione alla ristampa pubblicata nella collana I Meridiani dell'editore Mondadori, Milano 1999, p. XXXV.
[2] Ivi, p.XXXVII.
[3] Emidio Campi a cura di, Cronologia, ivi, pp. CXCIV-CXCV, CCXIV-CCXV. L'edizione del 1641 è corredata da commenti e note esplicative che risultano molto interessanti per la comprensione del testo biblico; inoltre, contiene i libri 'apocrifi' dell'Antico testamento, vale a dire quei libri che non sono compresi nel canone ebraico e che nelle versioni evangeliche non sono compresi. Per le differenze tra le varie edizioni e in generale per gli aspetti tecnici del lavoro di Diodati come traduttore cfr. Milka Ventura Avanzinelli, Giovanni Diodati, traduttore della Bibbia, nella citata ristampa pubblicata nella collana I Meridiani dell'editore Mondadori, pp. XXXIX-CXLV.
[4] Mario Cignoni, Diodati dopo Diodati, appendice in Emanuele Fiume, Giovanni Diodati. Un italiano nella Ginevra della Riforma. Traduttore della Bibbia e teologo europeo, SBBF, Roma 2007, pp.135-145. Senza tacere le risonanze significative nella cultura italiana: Alfieri la leggeva assiduamente, D'Annunzio la citava, Croce la conosceva; ivi p. 141. 

Un omaggio a Diodati del poeta Attilio Bertolucci (1911-2000)

GIOVANNI DIODATI

La mia meraviglia quasi felicità
quando ho scoperto che Giovanni Diodati
- del quale leggevo la Bibbia protestante
chissà come entrata nella mia casa cattolica

se pure tepidamente con radici tenaci -
era amico di quel John Milton
che oggi - tardi - canto fra i poeti più
amati. Il cangiante

dei suoi versi - se dipinge Eva nuda
guarnire una tovaglia
di rosseggianti frutta nell' autunno
del Paradiso corruscando il meriggio

all' avvicinarsi dell'ospite- Raffaele
Arcangelo - per un pranzo a tre -
non è quale nella prosa dell'esule
lucchese sulle rive del Lemàno

si rivela la Sposa del Cantico
suggerendo al lettore adolescente -
crepuscoli di fuoco entrando obliqui
nel granaio sonoro di frumento
nascondiglio aereo vertigine


di una pianura nera di rondini
la saliva dei baci?

La poesia si trova nella raccolta Viaggio d'inverno pubblicata nel 1971 e poi compresa in Attilio Bertolucci, Opere, Meridiani, Mondadori 1997.
Centro Culturale "Giovanni Diodati"
Via Sandro Pertini, 52, 80033 - Cicciano (NA)
CF: 92014930637 
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